La Cipolla di Nepi prodotto d’eccellenza della Tuscia Viterbese, è finalmente stata inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del Lazio. Si tratta di un grande riconoscimento e di una tappa fondamentale nella produzione di questa cipolla che, da tre anni a questa parte, ha rischiato seriamente di andare perduta.

Il ceppo originario, infatti, era stato contaminato dalle altre varietà di cipolla coltivate nella zona, così che il seme autentico stava quasi per scomparire del tutto. Questa tragica ipotesi è stata miracolosamente scampata grazie alla Signora Romana Mariana, anziana ottantasettenne, oggi purtroppo deceduta, la quale è riuscita a conservare in seme originario della celebre Cipolla nepesina.

La Cipolla bianca di Nepi si vede oggi riconosciuto un altro importante riconoscimento: è stata inserita da Slow Food nell’Arca del Gusto ed è stato dato il via alle procedute necessarie affinché diventi un presidio Slow Food a 360 gradi.

Schiacciata, rotonda, di colore bianco, gradevole al palato e all’olfatto è ideale consumata sia cotta che cruda. Questo prodotto tipico della zona di Nepi, un piccolo borgo non molto distante dalla città medievale di Viterbo, è contraddistinto da una spiccata dolcezza e note aromatiche. Oltre a non provocare bruciori o fastidi allo stomaco e a non lasciare alcun retrogusto sgradevole in bocca, gli esemplari più grandi arrivano a pesare oltre mezzo chilo. Questa cipolla deve molte delle sue ottime proprietà alla grande fertilità delle acque della zona e al territorio circostante, un territorio privo di inquinamento, dove l’agricoltura viene praticata nel rispetto totale del terreno, dell’ambiente e dell’uomo.

Se i meriti per aver conservato il seme originario vanno alla Signora Mariani, a Piero, suo figlio, va riconosciuto il merito di essersi dedicato alla sua coltivazione, affinché non sparisse definitivamente dal mercato.

Oggi l’unica produttrice della Cipolla nepesina è l’Azienda Agricola Litta, di Andrea e Luca, amanti dell’agricoltura biologica e della campagna, i quali si dedicano alla sua semina, coltivazione e raccolta personalmente, curandone tutte le varie fasi.

È un lavoro che mette in stretto contatto anni di tradizione e territorio locale, un lavoro sinergico che dà vita a un vero e proprio prodotto d’eccellenza, non solo nepesino, ma tutto italiano.

La coltivazione in semenzaio inizia a gennaio, con la luna calante, poi ad aprile viene trapiantata in pieno campo dove vi rimarrà sino ai primi giorni di luglio. La raccolta si effettua tra i primi di luglio e la fine del mese di agosto. I bulbi reputati idonei vengono conservati e mandati a seme l’anno successivo.

L’Azienda Agricola Litta, oltre alla Cipolla di Nepi, produce ortaggi, frutta e frutta secca e mette a disposizione dei suoi clienti un punto vendita, sito in Piazza della Bottata (Nepi), dove sarà possibili acquistare prodotti bio sempre freschi e controllati.

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